Come e perchè registrare un marchio d'impresa

Scritto da Paolo Armelli

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Il primo approccio che un consumatore ha con l’identificazione di un’azienda è sicuramente il suo logo. Il marchio, infatti, è un segno che permette di distinguere i prodotti o i servizi creati o distribuiti da un'impresa, da quelli delle altre imprese. Una volta che è stato soddisfatto da un determinato prodotto, il consumatore tende a ricomprarlo o riusarlo, ma per poter fare ciò deve poter distinguere facilmente fra prodotti identici o simili.

Essendo quasi la carta d’identità di un’attività commerciale, i marchi vanno quindi tutelati e tenuti ben distinti da quelli della concorrenza o di altre imprese simili: è per questo che, una volta realizzato un marchio, è utile registrarlo presso l’Ufficio Italiano Brevetti e Marchi presso il Ministero dello Sviluppo Economico, in modo da assumerne la totale proprietà e possibilità di utilizzo. Registrare il proprio brand è utile in quanto consente di differenziare la propria offerta economica, di costruire in modo più coerente e continuativo la propria immagine aziendale, di concedere licenze o franchising e dunque guadagnare royalties, di salvaguardarsi da tentativi estremi di contraffazione e così via.

L’articolo 7 del Codice della Proprietà Industriale prevede che possano costituire oggetto di registrazione come marchio d’impresa “tutti i segni suscettibili di essere rappresentati graficamente, in particolare le parole, compresi i nomi di persone, i disegni, le lettere, le cifre, i suoni, la forma del prodotto o della confezione di esso, le combinazioni o le tonalità cromatiche”, purché siano appunto atti a contraddistinguere un’attività commerciale dalle altre.

Bisogna tener conto che la registrazione del marchio, non obbligatoria ma estremamente consigliabile, è cosa distinta dall’iscrizione dell’impresa presso la Camera di Commercio, e quindi comporta costi aggiuntivi. Oltre alla produzione creativa del logo, altre spese possono derivare dalle ricerche di anteriorità (ovvero dallo stabilire se quello stesso marchio, o uno molto simile, non fosse già stato impiegato in precedenza da altri), da eventuali consulenze a riguardo, e poi dai costi della procedura in sé, il cui valore varierà in funzione del numero di Paesi in cui s’intende tutelare il marchio o delle categorie di prodotti o attività in cui ci si colloca. Le tariffe applicate a seconda delle classi tipologiche è disponibile sul sito www.uibm.gov.it, dove è possibile trovare anche la modulistica per preparare la richiesta. Una volta avvenuta la registrazione, la protezione sul marchio varrà per una data di dieci anni a partire dalla data di deposito e potrà poi essere rinnovata, di decennio in decennio, indeterminatamente attraverso il pagamento di una tassa di rinnovo.

Infine una curiosità: l’uso dei simboli ®, TM, SM e simili accanto a un marchio (a significare appunto la protezione di un brand) non è obbligatorio e, in genere, dal punto di vista legale non fornisce alcuna ulteriore protezione. Può però rappresentare un buon modo di far sapere che il segno in questione è un marchio registrato, fungendo così da deterrente per avvisare i potenziali contraffattori.

Argomenti: marchio, Approfondimenti, Branding, Advertising
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