Fare pubblicità per le aziende alimentari è ancora efficace?

Scritto da Eleonora Francese

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Fare pubblicità per le aziende alimentari è una priorità, proprio come per tutte le altre aziende che si basano sulle scelte dei consumatori. Purtroppo molte aziende, specialmente quelle di dimensione medio-piccola e in tempi di crisi come questi, tendono a vedere la pubblicità unicamente come una spesa. In realtà, è un investimento che, se fatto con accortezza, determinerà un ritorno in termini di profitto.

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Perché tante aziende non investono in pubblicità?

La scelta di fare pubblicità per le aziende alimentari può sembrare secondaria quando il fatturato diminuisce e i consumatori si allontanano dai prodotti. Si punta a contenere le spese ad ogni costo, anche se questo significa tagliare investimenti indispensabili. Si pensa che la pubblicità sia qualcosa di superfluo, e che i consumatori arriveranno comunque, perché il prodotto che si produce è buono, perché c'è una solida base di consumatori già acquisiti, e perché si tratta di un bene di larghissimo consumo (ad esempio la pasta, il caffè, l'olio d'oliva, ecc...). Ma questo è un errore grandissimo.


Non bisogna mai dare i consumatori per scontati

Le abitudini di consumo stanno cambiando a grandissima velocità. Le statistiche dicono che, pur aumentando l’attenzione al cibo, diminuisce il tempo che gli dedichiamo – dall'acquisto alla preparazione, fino ad arrivare al consumo – e che quindi mangiamo sempre di più sulla base di esigenze come il risparmio di tempo e la facilità di preparazione. Allo stesso tempo però assistiamo anche a una nuova attrazione dei consumatori verso ciò che è artigianale, naturale, autentico, salutare, sostenibile.

I consumatori, dunque, stanno prendendo nuove direzioni e in una fase come questa fare pubblicità per le aziende alimentari diventa ancora più fondamentale per mantenere aperti i canali della comunicazione con il proprio pubblico di riferimento. Altrimenti, i consumatori possono semplicemente passare ad altri prodotti, che hanno saputo comunicare in modo più efficace e presentarsi come una risposta alle loro nuove necessità.

I consumatori oggi non solo dedicano meno tempo al cibo, ma sono anche più informati che mai. Avere a che fare con un pubblico che ha a disposizione una quantità infinita di notizie sui prodotti che consuma è una sfida comunicativa notevole. Bisogna rassicurarli, placare le loro obiezioni, creare una percezione di affidabilità e trasparenza. Se questa immagine si incrina, i consumatori sceglieranno di rivolgersi ad un’altra marca


Cosa significa oggi fare pubblicità per le aziende alimentari

La pubblicità, come abbiamo detto, è un canale di comunicazione aperto tra l'azienda e i consumatori. Se questo canale si chiude, i clienti inizieranno semplicemente ad ascoltare la voce di qualche altra impresa. Cosa significa questo nel mondo dell'alimentazione, e in particolare in quello di oggi, caratterizzato da una profonda trasformazione dei consumi?

Nel suo libro The food industry: Lifeline of America, la studiosa L. E. Edds ha suddiviso la storia della pubblicità nell'industria alimentare in tre grandi fasi.

  • La fase della frammentazione, agli albori dell'industria, quando i cibi dovevano ancora essere prodotti localmente e le pubblicità erano anch'esse locali.
  • La fase dell'unificazione, quando dopo la prima guerra mondiale i cibi hanno iniziato ad essere prodotti da grandissime aziende su scala nazionale o anche internazionale, grazie alle nuove tecniche e infrastrutture per la produzione e il trasporto.
  • E infine la fase della segmentazione, a partire dagli anni '50 circa, in cui l'industria alimentare ha cominciato a puntare non su tutti i consumatori indistintamente, ma su precisi target.

Oggi siamo ancora nella fase della segmentazione, ma ad uno stadio molto avanzato. Identificare correttamente il proprio target è più importante che mai. La pubblicità è sempre più complessa e sempre più inserita nella quotidianità delle persone, ad esempio attraverso i social media e le tecniche di marketing “interattive”, tramite cui i consumatori interagiscono direttamente con l'azienda. I brand devono sapersi adattare alla nuova realtà per continuare a comunicare con il loro pubblico.


Quindi la risposta alla domanda iniziale è sì, fare pubblicità per le aziende alimentari oggi ha ancora un grande valore. La pubblicità è un investimento tra i più importanti, che non va mai tralasciato in nome del risparmio o della crisi. Anzi, una serie di campagne pubblicitarie efficaci possono letteralmente cambiare il destino di un'azienda, salvandola dalla chiusura in tempi di riduzione dei consumi.

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Argomenti: Industria alimentare
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