Social e forum alla conquista dell'e-commerce

Scritto da DMEP

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Che i nuovi social media e le comunità online abbiano profondamente modificato la nostra vita di tutti giorni, oltre al modo di navigare in rete, è un dato assodato e incontestabile. Ma fino a che punto e in che modo questi nuovi strumenti di comunicazione influenzano le scelte dell’acquirente medio italiano? Questo è il quesito a cui ha tentato di rispondere lo studio “Il futuro del commercio – Scenari e tendenze tra online, offline, social e mobile” condotto dal Consorzio Netcomm, Human Highway e il Politecnico di Milano per conto di Ebay Italia.

L’Head of Buyer della casa d’aste online, Claudio Raimondi, spiega: “La ricerca conferma come stiano cambiando velocemente le abitudini di acquisto degli italiani e il web è sempre più un’agorà social dove trovare informazioni e comparare prodotti, condividendo commenti e impressioni. Con il nuovo Feed di eBay abbiamo da tempo anticipato questo tipo di trasformazione, creando per i nostri clienti una homepage personalizzabile che è al contempo uno strumento e una risorsa per informarsi, trovare i prodotti, comparare prezzi e prestazioni, tutto in un unico sguardo e in modo social: l’opportunità migliore per una scelta consapevole e sicura”.

In effetti, se la Relazione Annuale 2013 di Agcom ci mostrava un’Italia pigra dal punto di vista dell’uso del web (il 37,2% degli italiani non ha mai avuto un accesso a internet), secondo questo nuovo studio, gli internauti si dimostrano ben più attivi e interessati. La figura media che ne emerge è infatti quella di un utente dinamico, avido di informazioni, che non diffida dall’interazione al fine di ottenere il miglior rapporto qualità/prezzo: sono almeno 13 milioni - ovvero la metà dei naviganti - le persone interessate all’e-commerce che hanno effettuato negli ultimi tre mesi almeno un acquisto online. Il numero poi cala a otto milioni (valore comunque in costante crescita) nel caso di italiani che si avvalgono della rete in modo abituale.

Tuttavia, al di là dell’aumento o della diminuzione degli utenti attivi, il vero dato saliente sta nell’utilizzo dei social network, dei forum e dei blog come strumenti di informazione multicanale, sia che l’acquisto poi avvenga online o tramite i circuiti tradizionali. Nel primo scenario, in cui l’interazione in rete incide di più, il settore di traino di questa tendenza è il turismo, in cui il 58,1% degli acquisti avvengono in base alle opinioni e commenti di persone che hanno acquistato in precedenza lo stesso prodotto o servizio; resiste però l’abitudine più classica di affidarsi al consiglio di amici e conoscenti, che influenza la scelta nel 26,6% dei casi e che caratterizza anche l’ambito assicurativo dove, previa raccomandazione di una persona di fiducia, l’utente opta per il servizio in rete. Seguono a ruota, rispettivamente con il 57,3% e il 56,9%, le categoria di PC e tablet e quella dell’elettronica di consumo, entrambe condizionate nel 25,4% e nel 28,1% dei casi dalle recensioni e dai commenti presenti su blog specializzati; più distaccato, invece, con il 34,4% degli acquisti, il settore dei prodotti di bellezza.

Un dato curioso è stato riscontrato relativamente all’uso dei social network più diffusi nel nostro Paese, Facebook e Twitter: qui le percentuali degli acquisti influenzati calano vistosamente e si attestano al 16,8% per prodotti finanziari, al 12,6% per PC e tablet e al 11,8% per prodotti di bellezza.

Prendendo in considerazione il secondo scenario, ovvero quella fetta di italiani che effettua ricerche e si informa online ma poi acquista nei punti vendita tradizionali, l’ordine gerarchico dei risultati sopra esposti si modifica. A subire la maggiore influenza del web è in questo caso il settore dell’elettronica di consumo, con il 39%; segue la categoria PC e tablet con il 34,4% e chiude il turismo con il 25,2%.

Quanto si evince dalla ricerca “Il futuro del commercio” è l’inclinazione degli italiani verso il cambiamento è verso la digitalizzazione dei propri acquisti, la quale apre nuovi scenari e prospettive interessanti in un Paese ancora arretrato rispetto al resto d’Europa: un dato su tutti, solo il 5% delle PMI italiane gestisce e-commerce.

 

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