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Il ritorno di Carosello con Carosello Reloaded

Se ne parlava da tempo come una delle novità proposte per impreziosire e rendere più appetibile l’offerta della concessionaria pubblicitaria della televisione di stato, la Sipra (in futuro Rai Pubblicità), e dopo alcune incertezze e slittamenti ecco arrivato il debutto per Carosello Reloaded, la versione rivista e ammodernata dello storico contenitore pubblicitario. Partono su Rai1 il 6 maggio alle 21.10 (in replica il giorno successivo alle 18.55) i tre minuti e mezzo di questa rinnovata fascia di programmazione che metterà a disposizione degli investitori tre spot da settanta secondi, di grande pregio sia dal punto di vista del contenuto che del pubblico.

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Le sfide della comunicazione sociale 2.0

Articolo pubblicato originariamente sul sito web di Espansione.

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Quando la pubblicità è un pesce d'aprile

Ieri, primo aprile 2013, Google ha lanciato il suo nuovissimo servizio all’avanguardia: si chiamerà Google Nose e consentirà di ricercare specifici odori e annusarli poi semplicemente avvicinando il viso allo schermo del computer o dello smartphone; fra i vari servizi, anche un Aromabase con 15 milioni di scentibyte e perfino una SafeSearch che blocca gli odori eccessivamente sgradevoli. Questa novità non è altro, ovvio, che l’ennesimo esempio delle bufale che la compagnia di Mountain View si diverte a diffondere in tutto il mondo proprio nel giorno dei pesci d’aprile. Google ha una lunga tradizione di scherzi di questo tipo: negli anni ha diffuso notizie riguardanti la fondazione di una colonia abitata su Marte, piani di riduzione della lunghezza delle Google chat per ragioni di risparmio energetico, la possibilità di uploadare su Google Docs qualsiasi cosa, perfino oggetti fisici come chiavi o piante, l’introduzione di un traduttore automatico per animali e - cosa fra le più inaudite - l’adozione del font Comic Sans in tutti i suoi siti.

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Nielsen inizia a rilevare le case zero-tv

Le abitudini dei consumatori cambiano estremamente in fretta, negli ultimi anni sempre di più. E a questi cambiamenti si devono adeguare anche coloro che, per professione, rilevano, studiano e analizzano i dati riguardanti gli utenti, da seguire sempre con molta attenzione. Questo è il caso, ad esempio, della Nielsen, società leader mondiale nelle informazioni di marketing e nella rilevazione di dati sui consumi e sull’utilizzo dei media: dallo ultimo quadrimestre dell’anno scorso, infatti, ha introdotto un nuovo criterio di valutazione delle famiglie americane, coniando l’espressione “Zero-Tv household” e commissionando uno studio apposito per monitorare questi mutamenti.

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L'aggregazione dei siti web gonfia la pubblicità

Per un’azienda che investe in una campagna pubblicitaria è importante sapere con chiarezza dove andrà a collocarsi la propria inserzione e a quale preciso pubblico sarà indirizzato. Molto spesso questo non accade in modo molto preciso perché i sistemi editoriali sono al loro interno molto complessi e in alcuni casi il messaggio pubblicitario si perde nella sovrapposizione dei media.
Un fenomeno molto diffuso nella stampa è quello del bundle, ovvero dell’aggregazione di più prodotti editoriali allegati a uno stesso quotidiano o giornale: più sono i servizi che si mettono assieme, più aumenta la probabilità che un numero elevato di clienti acquisti tutto il pacchetto per fruire di almeno uno di quei prodotti o servizi. L’effetto, sicuramente positivo sulle vendite, è invece abbastanza problematico per la definizione del campo pubblicitario: il numero delle copie di un giornale, in effetti, viene gonfiato dalla presenza di allegati e prodotti aggiuntivi e non dà quindi l’idea realistica di un lettorato effettivo.
Come ha analizzato Claudio Plazzotta in un articolo sul numero odierno di Italia Oggi, ripreso poi su Blitz Quotidiano, il fenomeno è stato esportato anche nel mondo del web, in una forma molto spinta di aggregazione: molti siti infatti propongono sottosezioni aggregate o portali correlati le cui visite gonfiano quelle complessive dell’indirizzo madre, visite che poi vengono vendute in modo aggregato ai clienti che vogliono inserirvi della pubblicità. Alcuni esempi sono lampanti: il sito d’informazione Lettera43 ottiene una gran parte delle visite complessive che dichiara da un portale parallelo di cerco-offro lavoro; il portale Donnamoderna.com aggrega alla sua audience i contatti ottenuti da un sito affiliato di informazione sul meteo; Tgcom24, ancora, accoglie sotto di sé molti dei siti di informazione Mediaset, come ad esempio Panorama.it, e in questo modo ne raggruppa tutti gli utenti. In generale quasi tutti i siti che vantano un traffico consistente adottano questo metodo per mantenere alto il numero dei contatti.
Ovviamente questa tecnica consente di mantenere in piedi molti progetti editoriali ma riduce la trasparenza con cui viene gestita la compravendita degli spazi pubblicitari. Di recente si è mossa in questo senso l’Upa, l’associazione che raggruppa le aziende che investono in pubblicità, riuscendo ad ottenere da Audiweb che vengano pubblicati i dati disgregati dei vari portali che compongono un certo sistema editoriale. In questo modo l’investitore può farsi un’idea più precisa dell’effetto che avrà la propria campagna, riuscendo a meglio comprendere l’effettiva destinazione finale della propria pubblicità.

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La forza delle donne

Fra mimose e cioccolatini oggi si festeggia la Giornata Internazionale della Donna, un occasione in più (anche se bisognerebbe farlo sempre) per interrogarsi sul ruolo e l’importanza del sesso femminile nella società. Un ruolo, quello delle donne, che sta assumendo sempre più rilevanza anche nel mondo di Internet. Il web ci dà anche una risposta quasi definitiva sull’origine stessa della ricorrenza: a quanto dice Wikipedia, il famoso incendio di un fabbrica di operaie a New York nel 1908 (o 1911) non c’entrerebbe nulla, anzi sarebbe accaduto addirittura il 25 febbraio; più probabile che la data sia stata scelta per via di una enorme mobilitazione di donne russe contro la Prima Guerra Mondiale, avvenuta proprio l’8 marzo 1917.

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Vantaggi e svantaggi del celebrity endorsement

Un articolo di Michele Fossi sull’ultimo numero de L’Uomo Vogue (n. 438, febbraio 2013) offre interessanti spunti su un fenomeno pubblicitario sempre più diffuso ma su cui risvolti c’è ancora molto da dire: si tratta del celebrity endorsement, ovvero di quella modalità secondo cui si promuove un prodotto associandolo all’immagine e alle caratteristiche di un personaggio molto noto.

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Molte novità per la pubblicità in RAI

Un indizio su come qualcosa stesse cambiando nell’organizzazione della pubblicità sulle reti Rai si era già avuto durante l’evento televisivo per eccellenza delle reti pubbliche, il Festival di Sanremo: accantonate le televendite tradizionali, moltiplicata la frequenza degli spot, inseriti on screen nuovi formati di banner pubblicitari, largo uso del product placement ecc. E non si può dire che non sia stato un successo: con i 18,5 milioni di raccolta pubblicitaria, per la prima volta dopo molti anni, questo Festival ha raggiunto il pareggio di bilancio.

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Il festival di Sanremo ai tempi di twitter

La televisione sta cambiando negli ultimi anni in modo sorprendente e vertiginoso. Muta soprattutto il modo in cui il mezzo televisivo viene fruito: in tempi recenti, infatti, si sta affermando l’abitudine di seguire i programmi con la modalità del cosiddetto secondo schermo, affiancando cioè al televisore l’attività su computer, tablet o smartphone.

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Gli spot-evento del super bowl

Il Super Bowl è sicuramente l’evento televisivo più visto ogni anno negli Stati Uniti e molto probabilmente anche nel mondo. Questa partita assegna il titolo di campioni assoluti della Nationa Footbal League (NFL), facendo sfidare le squadre vincitrici delle due conference che compongono il campionanto americano di football. Ma non solo: è un evento televisivo che raduna di fronte allo schermo in media più di 110 milioni di spettatori all’anno, senza considerare i contatti dall’estero. La partita diventa un vero proprio show, soprattutto nell’intervallo in cui ormai da tradizione si esibiscono le più grandi star mondiali del pop (l’anno scorso è toccato per la prima volta Madonna, mentre nella notte di ieri, 3 febbraio 2013, il break è stato animato da Beyoncé che si è anche riunita per l’occasione con le Destiny’s Child).

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