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Come aumentare la conoscenza di un prodotto alimentare con la pubblicità

Anche nel settore food, così come in tutti gli altri, farsi conoscere dal proprio pubblico target è una fase irrinunciabile della strategia di marketing. Oggigiorno, la pubblicità è ancora uno dei metodi migliori per promuovere i propri prodotti alimentari. Grazie ad essa è infatti possibile aumentare la brand awareness, ovvero la conoscenza della  marca, così come  la conoscenza del prodotto che si vuole commercializzare.

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Gli effetti della pubblicità sulla brand awareness di un'azienda alimentare

Uno degli scopi di investire nella pubblicità è quello di far conoscere un prodotto al fine di aumentarne la performance commerciale, e quindi sostanzialmente le vendite. Questo è fondamentale nel settore food, dove spesso la scelta del consumatore avviene tra molti prodotti simili che si contendono l’attenzione del pubblico.

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Marketing multicanale: siamo ai titoli di coda?

Le innovazioni tecnologiche, che hanno così profondamente rivoluzionato la comunicazione e il marketing degli ultimi anni, non accennano a rallentare. Da una concezione classica di marketing, caratterizzato da una comunicazione monodirezionale per mezzo di tv, radio e carta stampata, si è passati a un’interazione diretta sui siti, i forum, i social media e infine per mezzo di app e dispositivi mobile. Ma questa evoluzione sta portando ad una nuova dimensione definita Omnichannel Martketing, almeno secondo Perry Simpson e il suo articolo apparso su DMNews.com, da cui prendiamo spunto.

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La nascita del Marketing Orchestration

Proviamo oggi ad esaminare più da vicino il concetto di marketing orchestration, termine introdotto dalla società Forrester, che ha elaborato il report intitolato appunto The Rise of Marketing Orchestration.

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Creare una campagna pubblicitaria: glossario/3

Come si fa una pubblicità? Come si crea una campagna? Quali parti compongono un'inserzione pubblicitaria? DM&P propone una serie di glossari per comprendere le varie fasi dell’attività di un’agenzia di pubblicità e comunicazione. Qui la prima e la seconda parte.

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Creare una campagna pubblicitaria: glossario/2

Come si fa una pubblicità? Come si crea una campagna pubblicitaria? Come si realizza con efficacia un messaggio pubblicitario? DM&P propone una serie di glossari per comprendere le varie fasi dell’attività di un’agenzia di pubblicità e comunicazione. Qui la prima parte.

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Strategie di marketing: i processi di comportamento

Ultimo appuntamento su DM&P Blog per la serie di approfondimenti legati ai processi mentali e alla strategie di marketing. Qui la prima e la seconda puntata

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Che cos'è l'architettura di marca

Con l’espressione architettura di marca (in inglese brand architecture) si indica l’organizzazione del portfolio di marchi detenuti da una stessa impresa, ciascuno dei quali con un ruolo, un target e degli obiettivi specifici, considerando anche le relazioni dei marchi fra loro e di essi con il brand principale. Capita spesso, infatti, soprattutto nelle realtà economiche di maggiori dimensioni, che un brand acquisisca altre compagnie operanti nel suo settore merceologico, per controllare la concorrenza o per ampliare il proprio mercato; oppure che si espanda in altre zone di mercato per diversificare la propria offerta economica. A un marchio originale, dunque, se ne aggiungono altri che ad esso in qualche modo sottostanno.

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I colori in pubblicità

La pubblicità è un messaggio complesso, costituito di molti fattori che interagiscono fra loro, dal punto di vista linguistico, compositivo e anche grafico. Uno degli elementi che sicuramente rappresenta un aspetto molto importante della comunicazione pubblicitaria è senz’altro il colore. La coerenza grafica e cromatica di immagini e testi rafforza l’identità del messaggio pubblicitario e ne facilita la memorizzazione. Con i colori, infatti, la pubblicità offre una specie di segnaletica che permette al fruitore di indirizzarsi intuitivamente e velocemente verso l’obiettivo di comunicazione che si vuole trasmettere.
La scelta del colore da usare in un’inserzione non può però essere né intuitiva né casuale. Spesso ci si ricollega al colore dominante nel prodotto o nel suo packaging, addirittura creando a volte una dominanza cromatica che diventa quasi sinonimo del prodotto stesso, o antonomasica di certi valori (pensiamo al rosso Ferrari ad esempio). Più spesso si sceglie una determinata cromia per esprimere determinate sensazioni. Il colore infatti rappresenta un vero e proprio codice informativo, anche esso veicola un linguaggio che si rivolge principalmente all’inconscio. Noi comunque siamo soliti legare certe sfumature a precise sensazioni e connessioni mentali, anche se apparentemente non ce ne rendiamo conto.
Fra i colori più usati, tanto per fare qualche esempio, il blu vuol esprimere, a seconda della tonalità, dalla più chiara alla più scura, tranquillità, naturalezza, modernità, eleganza e perfino mistero; è spesso legato ad ambiti di igiene (costante è il riferimento all’acqua), di freschezza e, ovviamente, a collegamenti con l’universo maschile. Esprime anche serietà e compostezza, dunque lo si trova spesso anche in advertisement di banche, assicurazioni e prodotti finanziari, nonché in spazi televisi e di informazione.
Il giallo è solitamente associato a giovinezza, positività, solarità, ed è spesso considerato portatore di canoni anticonvenzioali, innovativi, molto contemporanei. Assieme ad altri colori primari dà un senso di dinamicità, mentre nei suoi toni più cupi può anch’esso avere applicazioni più istituzionali.
Il rosso è invece il colore dell’energia, della passionalità e anche dell’aggressività: si usa per segnalare qualcosa di importante, da mettere in evidenza, oppure qualcosa da tenere sott’occhio o addirittura di pericoloso (si va dalle offerte alle segnalazioni, dagli avvertimenti alle scadenze ecc.). Spesso è usato per gli spot di automobili o per sport legati a grande fisicità e competizione, o ancora per prodotti grintosi e virili in generale. Ha anche un’applicazione in ambito femminile, quando simboleggia passione, bellezza e seduzione.
Colore naturale per eccellenza, il verde viene associato all’ambiente, alla genuinità e all’ecologia. Il suo uso più quotidiano, quello legato al semaforo, lo fa connettere a valori di positività, permesso, accettazione e via libera; in alcune tonalità può trasmettere l’idea di calma, pazienze ed è inoltre legato spesso a medicinali o prodotti sanitari.
Infine i due non-colori, il bianco e il nero, sono anche i più eleganti, nitidi, essenziali. Usati assieme esaltano l’eleganza e la sobrietà, uniti ad altri colori esprimono invece la versatilità più assoluta. Messi in contrasto rappresentano le polarità più definite (sì/no, positivo/negativo, divino/terreno ecc.). Sono anche aperti a contaminazioni originali: il nero con il viola o l’oro; il bianco con il rosso, il blu o il giallo.
Ma non conta solamente la scelta del colore in sé, a volte è anche la tonalità scelta o l’interazione con altre sfumature a fare la differenza: spesso i toni pastello tranquillizzano, danno calma, si associano alla tradizione, a qualcosa di curato, artigianale, fatto in casa, in generale alla moderazione e alla pacatezza; colori più acidi o più fluo, invece sono estremamente moderni, avanguardisti, esprimono valori nuovi e giovani, vogliono richiamare l’attenzione in modo chiassoso ed evidente.
Scegliere i colori da associare a una campagna pubblicitaria non è dunque affatto banale: meglio si conosce il Pantone e più espressività si potrà dare alla propria espressività cromatica.

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Gli Stili di vita Eurisko

Le mappe sinottiche Eurisko sono utili per visualizzare graficamente la collocazione dele varie tipologie di consumatori in base alle caratteristiche riscontrate dai loro profili emersi da precise ricerche di mercato. All’interno di grandi macroaree, dettate dall’interazione di tratti duri (o maschili) e morbidi (o femminili), si possono individuare degli stili di vita che corrispondo ai vari target a cui si rivolgono gli investimenti pubblicitari. Dal punto di vista commerciale le informazioni che più sono rilevanti per la formazione di questi gruppi sono l’età, la collocazione geografica, il livello di reddito e di istruzione, la composizione famigliare, gli interessi culturali e del tempo libero, le abitudini nell’acquisto.

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