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Cos'è il Personal Branding?

In un’epoca in cui le informazioni sono tante ma il tempo è poco, saper comunicare in modo rapido ma convincente la propria immagine e ciò che questa racchiude è una regola fondamentale per ogni azienda e i suoi marketer. In realtà, si tratta di una norma non destinata esclusivamente alle imprese, ma anche alle persone: ognuno di noi è di fatto un marchio, diverso da tutti gli altri ma che, per emergere, ha bisogno di distinguersi. Forse senza rendercene conto, ma tutti noi, chi più e chi meno consapevolmente - e di conseguenza con più o meno successo -, cerca ogni giorno di promuovere la propria immagine e il proprio nome in svariati modi.

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Cos'è il Prankvertising?

Immaginate di passeggiare tranquillamente per le vie della vostra città quando all’improvviso, da dietro la curva in cima a una strada in salita, vedete dei manghi giganti rotolarvi incontro e vi trovate costretti a scappare come il migliore Indiana Jones in un tempio azteco. Un progetto OGM sfuggito di mano? Difficile. Una candid camera? Possibile. Oppure, siete protagonisti e vittime inconsapevoli dello spot di un succo al mango.

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Su Facebook arrivano gli spot come in TV

Ogni nuova invenzione che si rispetti prevede il suo affermarsi sulla scena e il suo tentativo di spodestare chi, la scena, la dominava fino a quel momento. Questa regola vale anche per i social media che, nella nascita e nella crescita, hanno minato all’esistenza dello strumento che esercitava un dominio incontrastato nella comunicazione di massa, ovvero la televisione. Ad eccezione di qualche sporadico episodio collaborazionista, il rapporto tra social network e TV è sempre stato conflittuale e ha visto come principale oggetto del contendere l’attenzione del pubblico, specialmente da un punto di vista pubblicitario.

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Cos'è il Real Time Marketing?

Come ha fatto Oreo, celebre azienda americana di biscotti, a raccogliere nel giro di pochi giorni più di otto mila followers su Twitter? Non sono state necessarie promozioni e offerte di sorta, né il lancio di una campagna a tappeto, neppure operazioni di celebrity endorsement o guerrilla marketing. Le è bastato un semplice twit. È forse questo l’esempio più riproposto in rete di quell’approccio strategico di marketing in tempo reale che prende, appunto, il nome inglese di Real Time Marketing.

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Royal Baby Marketing

Negli ultimi giorni, a nessuno di voi sarà sfuggita la notizia della nascita del futuro erede al trono del Regno Unito, figlio dei Duchi di Cambridge William e Kate. Durante tutto il periodo di gravidanza i media nelle loro svariate declinazioni - televisione, giornali, radio, web, social network - hanno cercato, come si conviene nei casi in cui temi di politica si mescolano con il puro gossip, di tenerci costantemente aggiornati su ogni sorta di novità che potesse profilarsi all’orizzonte, fosse questa davvero rilevante o meno.

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Umorismo e marketing

“A ridere la gente è subito pronta, e quelli che ridono li si ha dalla propria parte”. È corretto presupporre che nel 1831, quando Schopenhauer pronunciò queste parole,  egli non si stesse rivolgendo a degli esperti di marketing pubblicitario; tuttavia, nei decenni seguenti questa massima pare essersi convertita in una regola d’oro di ogni agenzia pubblicitaria.

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Cos'è il Real Time Bidding

Immaginate che sia possibile pubblicizzare su una pagina web un vostro prodotto o il vostro marchio in modo che questi vengano visualizzati sempre ed esclusivamente da utenti che rientrano nel vostro target di riferimento e che hanno dato prova di essere interessati all’argomento da voi trattato: costituirebbe di certo un vantaggio, in quanto ottimizzerebbe i costi relativi all’acquisto di spazi online e abbasserebbe il numero di annunci che, non visualizzati, cadono nel vuoto.

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Social media contest: regole e divieti

Quello che una volta veniva semplicemente definito concorso promozionale ha subito una sostanziale trasformazione e oggi prende il nome anglosassone di social media contest. In realtà, questa definizione racchiude svariate forme in cui un concorso online può declinarsi; ciò è dovuto tanto alla varietà degli strumenti a disposizione del pubblico quanto alla natura stessa dei social network che ospitano il contest in quesitone. In base alle singole peculiarità, ogni piattaforma social offre diverse possibilità di sviluppo della gara, di partecipazione e di selezione del vincitore.

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Esplorare i mercati con l'expeditionary marketing

Nell’ormai globalizzato e mutevole mondo del business la competizione si fa sempre più serrata: ogni giorno nascono nuove startup che lottano per riuscire a ritagliarsi un piccolo spazio nei mercati più svariati. L’unica possibilità a disposizione di queste imprese, alle prime armi o navigate che siano, per mantenersi competitive consiste nella crescita. Una strada non semplice, in quanto il suo percorso è minato da ingenti dosi di rischio e dall’incertezza; ogni volta che un’azienda decide di offrire nuovi prodotti o di affacciarsi a nuovi mercati, sa che il ritorno delle  grandi somme di denaro investite non è assolutamente garantito.

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Il contest marketing diventa social

Uno dei pregi delle nuove tecnologie informatiche è sicuramente la capacità di riportare a nuova vita oggetti, abitudini e pratiche dimenticate o comunque considerate sorpassate e obsolete. Esistevano una volta i concorsi promozionali, molto spesso alquanto macchinosi e complicati, che richiedevano la spedizione per posta della propria partecipazione alla gara, sempre accompagnata dalle famigerate due o tre prove d’acquisto. Una pratica oggi considerata davvero arretrata e poco conveniente, tanto per i clienti quanto per le aziende promotrici, ma che, grazie appunto all’avvento del web 2.0, ha subito un mutamento sostanziale: il concorso promozionale ha ceduto il posto al social media contest.

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