Logo: come progettarlo in 7 mosse

Scritto da DMEP

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Qual è l’elemento con cui un’azienda può offrire una prima rappresentazione di sé e tramite cui può veicolare sinteticamente il proprio messaggio? Ovviamente, il logo. Non si tratta solo di un simbolo da apporre sui biglietti da visita e sui blocknotes aziendali, ma costituisce l’espressione dell’identità stessa dell’azienda e della sua mission. Ma come essere sicuri che il nostro logo rispetti questi requisiti? O meglio, come si progetta un logo simile? Abbiamo suddiviso il processo creativo in 7 passaggi fondamentali.

1. Storia

Nella maggior parte dei casi, il motivo principale per cui un’azienda viene fondata è per fare soldi. Al fine di costruire un business redditizio, saper vendere i propri prodotti o servizi non basta, è necessario saper vendere altrettanto bene se stessi. Moltissimi marketer vi diranno che oggi i consumatori sono molto più sensibili alle storie che ai fatti; quindi dovrete dotare il vostro logo di un’anima. Prima di cominciare a pensare all’aspetto del logo, prendetevi del tempo per chiedervi quale sia la storia dietro l’azienda. Non focalizzatevi troppo sul cosa fate, ma sul perché lo fate. Quel perché è la vostra storia.

2. Brainstorming

Ora che avete la vostra storia, è il momento di trasferirla dalla vostra mente al foglio bianco. Provate, prima di tutto, a individuare tra le 5 e le 10 parole che definiscono meglio cosa fate e perché: questa selezione e combinazione di termini vi aiuterà ad affinare il concetto alla base. A questo punto potete lasciare spazio alla fantasia e all’istinto e cominciare a disegnare tutto ciò che vi viene in mente; non abbattatevi se i primi risultati non vi entusiasmano, la creatività richiede del tempo. Tenete presenti i seguenti aspetti:

- Assicuratevi che la forma sia semplice: i componenti del logo devono essere distinguibili e riconoscibili in meno di 7 secondi. Cercate di evitare forme troppo generiche e iconiche, come una stella, perché sarà proprio la forma a rimanere inizialmente impressa nella mente dei consumatori. Quindi, siate originali.

- I colori possono rivelarsi i migliori alleati o i peggiori nemici. Ovviamente dovrete scegliere dei colori per il vostro logo, ma fate molta attenzione: valutate bene quali sono le tonalità più in voga al momento, soprattutto nel vostro settore di mercato, non scegliete più di 3 colori e ricordate che il bianco e il nero non contano.

3. Test

Una volta che avrete messo su carta qualche buona idea, proponeteli a parenti e amici fidati e preparatevi a ricevere delle critiche. Molto meglio ricevere un parere negativo da un amico piuttosto che da uno sconosciuto/cliente potenziale. Fate una media dei feedback ottenuti ed eleggete il vostro vincitore, che passerà così alla fase di sviluppo. Congratulazioni! La fase concettuale è praticamente ormai alle spalle, ora si tratta di addentrarsi negli aspetti più tecnici e convertire il vostro disegno in un vero e proprio progetto in formato digitale.

4. Layout

Il primo passo per trasferire dal formato cartaceo a quello digitale un logo è accertarsi che il layout sia corretto: dovrete cioè verificare che tutto il testo e le eventuali forme grafiche siano distribuite e allineate correttamente nello spazio a disposizione. Non è detto che il logo debba per forza essere simmetrico, ma le spaziature laterali e interne devono comunque essere sensate. Questo perché si presenteranno diverse occasioni in cui il vostro logo avrà bisogno di subire delle modifiche di adattamento, quindi assicuratevi che sia progettato in modo da non accusare i colpi.

5. Colori

Avete già scelto i colori per il vostro logo; bene. Però non dimenticate che questo potrà apparire alle volte su sfondi scuri e altre su sfondi chiari: questo può comportare la necessità di modificare il colore del testo presente nel logo oppure il colore principale del logo stesso. Consigliamo quindi di creare diverse opzioni che garantiscano l’adattabilità del vostro logo alle situazioni più svariate. A titolo d’esempio, immaginate di dover stampare il vostro logo su magliette, tazze, adesivi, ecc; ognuno di questi articoli potrebbe richiedere delle variazioni particolari.

6. Font

Il font può dire molto sull’identità di un’impresa. Il primo bivio consiste nella scelta tra font serif o sans serif, anche noti come classici o moderni. Tenetevi alla larga da font troppo generici, che potreste facilmente trovare su un qualsiasi computer, quali Times New Roman, Arial o Comic Sans, che servirebbero solo a rendere voi e la vostra azienda molto meno riconoscibili.

7. Scalabilità

Ponendosi alla testa della costruzione dell’immagine coordinata, il logo deve rappresentare l’azienda su svariate piattaforme, su carta, in rete, sui social media. Cosa che può richiedere al logo di funzionare e di essere leggibile sia a grandissime sia a ridottissime dimensioni, da una gigantografia per coprire i lavori di ristrutturazione di un palazzo alla stampa sul tappo di una biro.

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