Come aumentare il ROI con l'Inbound Marketing

INBOUND MARKETING | RETURN ON INVESTMENT | ROI
Come aumentare il ROI con l'Inbound Marketing

Su questo blog abbiamo più volte esposto e sottolineato gli svariati benefici che l’adozione di strategie di inbound marketing può portare ad un’azienda, ma nessuno di questi può reggere il confronto con la prospettiva di un effetto diretto sul ritorno di investimento (ROI) effettuato.
Esiste una serie di buone norme di inbound marketing che, se seguite a dovere, possono portare a risultati positivi: non vi limiterete ad aumentare il traffico al vostro sito web e il numero di lead acquisiti, ma taglierete in modo sostanziale la maggior parte dei costi finora sostenuti. Tuttavia, queste buone norme non devono essere considerate lo strumento per ottenere un buon ROI, ma sono esse stesse il ROI, perché il vero guadagno consiste nel creare un rapporto di qualità con il cliente.

 

 

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Ciò che segue potrà sembrare piuttosto basilare e scontato a chi di voi possiede già una certa familiarità con l’inbound marketing, ma offrire contenuti, partecipare sui social e lanciare campagne via email vi restituirà risultati ottimi a costi minimi.

Taglio dei costi

Inizialmente, avviare una campagna di inbound può sembrare complicato, ma valutate l’entità effettiva dei costi improduttivi che vi impediscono di ottenere un profitto. Abbandonate le pratiche di direct mail, i siti costruiti sul modello di una brochure, gli spot in tv - che non raggiungono il pubblico desiderato e gravano sul bilancio - e cominciate a considerare gli strumenti inbound davvero utili, come i social media, i blog, e le campagne vie email: tutti strumenti a basso costo e dalla portata molto ampia.

I contenuti

Se una volta a farla da padrone erano giornali, tv e manifesti, oggi ogni tipo di contenuto passa per il web (blog, social network). Ogni realtà presente in rete deve porsi l’obiettivo di diventare una risorsa utile, anzi fondamentale, per i propri clienti impegnati in un processo d’acquisto. Negli ultimi anni, con l’invasione di smartphone e tablet, si è verificato un sostanziale cambiamento nelle abitudini degli utenti; una generazione sempre e comunque connessa e all’incessante ricerca di informazioni utili.

I contenuti sono ovunque, e Google lo sa bene. Ecco il perché del calo di importanza delle parole chiave in favore della qualità e della pertinenza dei contenuti pubblicati e diffusi. Non stiamo parlando di una previsione per il futuro prossimo; è già successo. Il contenuto è il nuovo SEO. E funziona.

Social Media

Quando si parla di costo per ogni singolo lead di nuova acquisizione, niente può competere in termini di economicità con il marketing sui social media. Non esiste altro luogo in cui i marketer e gli imprenditori abbiano la possibilità di accedere gratuitamente ai profili del proprio pubblico di riferimento.

In realtà, i social media costituiscono un amplificatore - un potentissimo amplificatore - del più vecchio ed efficace strumento del marketing, cioè il passaparola. Ora, ogni cliente soddisfatto può spargere la voce a una - potenzialmente infinita - lista di amici, i quali si trasformeranno a loro volta in promotori.

Il bello del passaparola sui social media, oltre all’essere estremamente efficace nell’individuare i clienti ideali, è che non costa praticamente nulla.

Email

Nel 2014, investire in campagne di direct mail significa in realtà investire per finire nel cestino di qualcuno. Secondo HubSpot, il 44% della posta cartacea non viene nemmeno aperta; e sebbene risulti ancora adatta per certi settori industriali, i costi di distribuzione riducono il ROI al minimo, soprattutto se confrontato con quello prodotto dall’email marketing.

Non c’è paragone tra i due. Tuttavia, è bene sottolineare che l’email marketing non si traduce in un invio massivo di email a tutta la propria lista di contatti; almeno non secondo un approccio inbound. È importante cercare di proporre contenuti, informazioni, offerte che siano di vero interesse agli occhi del destinatario. Sarà allora necessario suddividere i propri clienti in diverse categorie o segmenti, per consegnare ad ognuno di essi un messaggio confezionato su misura, che vada incontro alle sue esigenze e ai suoi desideri e ne aumenti così il livello di coinvolgimento.

 

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