Come usare in modo corretto la marketing automation

MARKETING AUTOMATION
Come usare in modo corretto la marketing automation

Segmentazione dei clienti, integrazione dei customer data, campaign management. Ma anche ottimizzazione di lead generation e nurturing, fidelizzazione dei clienti e misurazione del ROI. Ma quante cose si possono fare con la marketing automation?

Tante! E non é un caso: si tratta infatti di una pratica tanto innovativa quanto necessaria che alleggerisce qualunque marketer da incombenze di gestione e migliora qualsiasi business che faccia uso di un software apposito.

 

Una definizione per iniziare

Ma esattamente che cos’è la marketing automation? Traducibile come automazione del marketing, è quella tecnica che consente di rendere automatici gran parte dei processi e delle azioni verso i contatti di un qualunque canale online di un’azienda, garantendo così a quest’ultima di ottenere un’attività efficiente e, quindi, risultati di business assai maggiori.

 

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Un grande aiuto, dunque, per chiunque si occupi di marketing: come dicevamo in precedenza, infatti, l’automazione è dettata dal fatto che diversi dei processi vengono resi autonomi dal lavoro indefesso dei software: questi ultimi non solo funzionano da veri e propri “salva tempo” per i lavoratori ma garantiscono anche una maggiore resa del loro operato.

 

I vari campi di applicazione

Eppure, non è tutto marketing automation ciò che luccica. Questa pratica, infatti, consente di mettere all’opera la maggior parte delle attività legate ai lead, ma non tutte. Per questo, abbiamo deciso di fare chiarezza ed elencare tutte le azioni realizzabili con l’aiuto dell’automazione del marketing, permettendo così un uso corretto e il più fruttuoso possibile di questo importante strumento. Ecco l’elenco!

  1. Creazione di database di contatti: una delle prime operazioni che si possono fare è quella di costruire delle vere e proprie liste contenenti tutti i dati dei possibili acquirenti, gli stessi, per esempio, che hanno compilato il form di una landing page.

  2. Integrazione con il CRM: tutti i dati così ottenuti possono essere integrati all’interno di un CRM, software di database dove vengono non solo memorizzati ma anche profilati tutti i contatti, siano essi presenti o passati. Come? Per esempio applicando filtri e creando gruppi di lead per l’ottimizzazione delle campagne personalizzate.

  3. Lead scoring: si tratta di una tecnica che permette di assegnare in modo automatico ai lead un punteggio che varia in funzione di parametri quali i dati demografici, il comportamento online e la frequenza delle azioni. Si potranno così classificare i possibili acquirenti, realizzando di conseguenza azioni mirate per ciascuno di loro.

  4. Workflow di nurturing: una volta che un utente ha dimostrato il proprio interesse per un’azienda, è bene prendersi cura delle sue necessità. L’obiettivo è, infatti, quello di “coltivarlo” fino a farlo diventare un cliente. Ed è qui che entrano in gioco i workflow di nurturing che, tramite l’automazione del marketing, consentono di creare, gestire e personalizzare le email più adatte per i contatti interessati a un prodotto. Ma in questa fase è importante fare attenzione ad alcune questioni di cruciale importanza: parliamo, per esempio, del permission marketing, che ha l’obiettivo di ottenere il consenso all’utilizzo dei dati del proprio interlocutore, e della deliverability, la capacità, cioè, di far arrivare il proprio messaggio nella mailbox del destinatario.

  5. Social media listening: con questo termine si identificano quelle attività atte a decifrare i comportamenti degli user e i trend di mercato che si sviluppano sui social. Trovare e tracciare le conversazioni online attorno a specifiche keyword, frasi ed eventi permette di alimentare il database, segmentarlo e personalizzare il più possibile le campagne.

  6. Smart content: si tratta di un’attività che consente agli utenti di visualizzare contenuti potenzialmente interessanti “tagliati” sulle loro necessità. La marketing automation, infatti, permette di raggiungere questo risultato analizzando la tipologia del contatto, le sue abitudini di navigazione e il suo ruolo in azienda, mettendo così a sua disposizione solo quei materiali che potrebbero rientrare nella sua sfera di interesse.

L’utilizzo di un software

Ma non finisce qui. Come abbiamo detto poco sopra, infatti, uno degli strumenti imprescindibili per lavorare con l’automazione del marketing è il software. Tra i vari esistenti in commercio, HubSpot rappresenta una delle scelte più valide, non solo per le sue potenzialità ma anche perché racchiude in sé una serie di strumenti che, altrimenti, dovrebbero essere fruiti singolarmente e su diverse piattaforme.

Software quali HubSpot permettono di realizzare ulteriori attività legate all’automazione del marketing, tra le quali rientrano la realizzazione e il funzionamento di landing page, form e CTA. Ciascuno di questi strumenti è, infatti, fondamentale se si vogliono acquisire nuovi lead da coltivare e convertire in clienti.

 

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