Marketing dello studio legale: perché puntare sul digital per aumentare il ROI

Marketing dello studio legale: perché puntare sul digital per aumentare il ROI

È semplice rintracciare le ragioni per cui il digital marketing diventa strumento fondamentale di monetizzazione e crescita economica dell’attività di uno studio legale. A ben vedere, infatti, quelli, grandi o piccoli, che sono attualmente quotati sul mercato coincidono sono gli studi legali che, per lungo tempo, hanno investito sul digital marketing e, in particolare, su attività di promozione e crescita del proprio brand. 

 

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Investire nel marketing dello studio legale con gli strumenti e le strategie che la rete fornisce crea, infatti, un circolo virtuoso per cui l’esborso iniziale, purché frutto di un’attenta strategia, viene ripagato con la crescita del brand, l’affermazione dell’immagine dello studio legale, l’attrazione dei migliori avvocati, l’aumento dell’expertise, l’interessamento di un pubblico sempre più ampio e qualificato e, in definitiva, la sua affermazione sul mercato ed i suoi vantaggi concorrenziali.

 

E per sapere se gli sforzi economici messi in campo con una strategia stanno dando i frutti sperati, è necessario monitorare (ed eventualmente migliorare) il ROI, ossia il ritorno sul capitale investito (meno il costo dell'investimento stesso) nelle strategie di web marketing. Ma cosa bisogna tenere in considerazione quando si parla di return on investment per uno studio legale?

 

Una strategia per obiettivi

Il primo step da compiere è quello di darsi degli obiettivi: bisogna sapere quali goal di marketing si vogliono raggiungere per conoscere, a posteriori, se la strategia messa in campo ha dato i frutti sperati. In questa fase, possono venire utili i KPI, che non solo rappresentano quegli indicatori da tracciare al fine di monitorare le performance della strategia, ma che diventano degli ottimi spunti da cui partire per dare alla propria strategia di marketing delle priorità e, dunque, uno scopo nel breve, medio e lungo termine.

 

I KPI variano da studio legale a studio legale, ma ve ne sono alcuni comuni che non possono mancare in una qualunque strategia di digital marketing. Parliamo del traffico al sito web (sia esso organico, direct, da social o referral), di social media reach ed engagement (quindi like, retweet, share, ma anche numero di lead generati e percentuale di traffico proveniente da ciascun canale), del Customer Acquisition Cost (ossia quanto si spende per convertire un potenziale cliente in un cliente effettivo), dei tassi di conversione delle landing page (quindi quanti utenti, una volta “atterrati” su di una landing page, sono disposti a compilare un form, diventando così a pieno titolo dei lead) e del tempo medio di conversione.

 

L’importanza del budget

Ora, bisogna capire qual è il budget messo a disposizione dallo studio legale e dove è possibile allocarlo. Da un lato, infatti, è bene ricordare che non esiste strategia senza strumentistica che la metta in pratica: ecco perché l’acquisto di tool, piattaforme e software è una voce da tenere in considerazione una volta che si va a calcolare il ROI. Nonostante, infatti, esistano versioni gratuite degli strumenti sopra elencati, non bisogna dimenticare che queste hanno funzioni limitate e, dunque, rischiano di essere meno performanti per gli obiettivi che ci si è prefissati (e lo stesso vale per le free trial, che prima o poi scadono).

 

Oltre ai tool, il budget deve “sposarsi” anche con gli obiettivi che si vogliono raggiungere: una strategia che punta alla generazione di lead attraverso la creazione di campagne adv su sito e social sarà infatti più onerosa di una che intende fare lead generation con la sola forza del traffico organico. E proprio da queste considerazioni dipenderà il risultato del calcolo del ROI. Anche in questo caso, tuttavia, gli strumenti offerti dalla rete costituiscono un indispensabile aiuto nel monitoraggio delle spese: gli analytics, siano essi nativi delle piattaforme che si usano o attivati con appositi tool, consentono infatti ai marketer degli studi legali di capire se le campagne a pagamento attivate stanno dando i risultati sperati, al fine di alimentare (o diminuire) la spesa.

 

La tracciabilità come cartina al tornasole

Insomma, applicato al digital legal marketing, il ROI risulta poi ancor più efficace, dal momento che le attività digitali sono più facilmente tracciabili: è possibile, a partire da obiettivi settati in precedenza, tracciare lo storico dell’investimento, studiarne l’andamento nel tempo con strumenti analitici e infine capire se c’è stato (e in quale misura) un ritorno in termini monetari.

 

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