Considerazioni sparse sul primo Partner Day a Boston

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Considerazioni sparse sul primo Partner Day a Boston

Una tra le cose più interessanti del Partner Day di Inbound 2017 è certamente quella di incontrare colleghi provenienti da tutto il mondo per condividere considerazioni e curiosare su come gli stessi lavori vengano condotti in nazioni anche molto differenti dall’Italia.

Personalmente ho parlato con svedesi, finlandesi ed americani: certamente il punto comune emerso è l’entusiasmo verso un modello di business marketing che può fare realmente la differenza per i clienti. Allo stesso tempo, la consapevolezza di lavorare con un piede nel futuro, precursori di tante pratiche che diventeranno presto degli standard.

Mentre osservavo i miei vicini durante le conferenze mi sono reso conto delle grandissime capacità interdisciplinari sviluppate da tutte queste figure, esattamente come quelle del team in cui lavoro: seguivano gli interventi e contemporaneamente rispondevano ai clienti, pubblicavano e aggiornavano le loro piattaforme marketing, montavano ed editavano video, tenevano d’occhio le interazioni con i social network senza disdegnare di offrire biglietti da visita ai loro vicini e socializzare.

La formazione continua è un processo da cui non si può prescindere e questo va trasmesso anche alla clientela, sopratutto quella italiana poco incline a rimettere la propria professionalità in discussione permanente.

HubPartner

La giornata ad un Partner Day è scandita da eventi che si susseguono con pause di 15 minuti: sono senza dubbio giornate molto intense. Alcuni eventi sono dedicati alla presentazione di nuovi prodotti che arricchiscono l’ecosistema HubSpot. Altri tracciano linee utili per avvicinare diversi argomenti: come relazionarsi meglio con la clientela, aiutare la propria agenzia a crescere in modo più sano, utilizzare gli strumenti di marketing corretti nel momento giusto, sviluppare contenuti realmente funzionali alle strategie aziendali e integrare strumenti diversi per la generazione di lead.

Tirando le somme, è stata comunque una narrazione potenzialmente fruibile da tutti, sia dal partner esperto sia da quello agli inizi del percorso. L’atmosfera è stata rilassata ed informale, l’organizzazione impeccabile e l’ambiente orizzontale: non c’è stata alcuna distinzione determinata da ruoli e dimensioni.

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