5 errori da evitare nella lead generation

LEAD | CONVERTI
5 errori da evitare nella lead generation

Generare lead è lo scopo fondamentale di qualsiasi processo di conversione all’interno del buyer’s journey. Attraverso il sistema della lead generation, infatti, una qualsiasi azienda accresce la possibilità di entrare in contatto con possibili clienti e, quindi, diminuisce le distanze con il suo obiettivo principale: aumentare il proprio business.


 

 

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Ma come per tutti i procedimenti che caratterizzano l’intero Inbound Marketing, anche quello della lead generation segue regole ben precise: attenervisi è d’obbligo, oltre che il primo passo verso il successo. Molto spesso, infatti, chi si avvicina a questo modo di fare marketing crede che, in virtù della sua giovane età, siano ancora poche le leggi che lo governano e che tutto sia lasciato un po’ al caso e un po’ alla fortuna. Ma non c’è nulla di più sbagliato. Anzi, in un percorso così delicato e importante com’è quello della generazione di lead è assai importante conoscerne le basi e le best practice per non incorrere in errori. Qui di seguito trovi elencati tutti i granchi da non prendere durante il percorso della generazione di lead.

 

1. Comprare lead

Se i lead tardano ad arrivare, la strada più semplice da per raggiungerli è quella di acquistarli. Ma un sistema come questo, messo in atto per disperazione più che per professionalità, non è certo efficace. Per quanto riguarda le email, per esempio, un’attività di marketing non assicura che chi le riceve sia effettivamente interessato ad averle e a leggerle. Anzi, spesso esse vengono considerate spam e, per questo, cestinate senza nemmeno essere aperte. Pertanto, come insegna l’Inbound, è importante puntare sulla qualità più che sulla quantità. La lead generation si basa proprio sul fatto che per trasformare un contatto è importante conoscere le sue esigenze, i suoi problemi e le sue necessità fornendo così una risposta soddisfacente attraverso contenuti utili e ben fatti.

 

2. Non differenziare i contenuti

Non tutti gli utenti che si avvicinano a un prodotto lo fanno con lo stesso grado di consapevolezza a esso. Questo succede perché non tutti hanno le stesse necessità, dettate a loro volta dall’età, dalla condizione economica e così via. A fronte di queste differenze, dunque, è facile intuire come non possa esistere un unico messaggio che possa soddisfare le necessità di persone così diverse tra loro. Per questo è importante differenziare il più possibile i contenuti tenendo sempre il buyer’s journey come vera e propria bussola per orientarsi nella loro produzione.

 

3. Non usare tool

Limitarsi a osservare la crescita dei dati sul numero di persone che si connettono al tuo sito o al tuo blog non basta. Di esse, infatti, è importante sapere tutto (o quasi): chi sono, da dove vengono, come sono arrivate a te e come si sono mosse una volta che ti hanno conosciuto. Certo, nessuno è dotato della sfera di cristallo per avere piena conoscenza di tutte queste caratteristiche, ma Internet ti può dare una grande mano in questo senso. Esistono, infatti, diversi tool che ti aiuteranno a sapere di più delle persone che ti hanno raggiunto e, soprattutto, dei loro movimenti una volta che sono entrati in contatto con te.

 

4. Trascurare i social media

Troppo spesso considerati un semplice strumento di divertimento, i social sono in realtà forieri di possibilità per generare lead. Questi ultimi, infatti, hanno il grande potenziale di essere vere e proprie casse di risonanza assolutamente gratuite per condividere i contenuti e, quindi, raggiungere una community sempre maggiore di potenziali clienti. Ma è bene prestare attenzione. Una volta che si è deciso su quale social investire, bisogna curare e seguire la pagina in modo costante e coinvolgente. Lasciare un social al proprio destino, infatti, è il miglior modo per allontanare i follower e dare una brutta immagine di sé.

 

5. Ignorare l’importanza dei form

L’ultimo errore da evitare nel processo di lead generation è quello di realizzare form di contatto sbagliati. Presenti solo nelle landing page, questi devono essere concisi ma non ermetici e invadenti, non devono chiedere troppe informazioni a chi lo compila, ma neanche contenere domande troppo vaghe. Per ottimizzare i moduli di contatto, dunque, è indispensabile ridurre i campi richiesti ma, soprattutto, dare qualcosa in cambio a chi ha deciso di arrivare fino a questo punto.

 

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