AUTOVALUTAZIONE AZIENDALE

Il successo di un’azienda dipende da un gran numero di variabili e convergenze. Ma non siamo in balia del caso! Certo, non possiamo controllare l’incontrollabile. Possiamo, però, monitorare il bilancio aziendale attraverso un’autovalutazione costante e ciclica.

L’importanza dell'autovalutazione

L'importanza dell'autovalutazione

Cosa succede quando un’azienda ha già alle spalle almeno un anno di attività? Si rivela indispensabile un controllo dell’andamento generale, individuando punti di forza e debolezza, per poi capire come raggiungere gli obiettivi (a proposito: hai già messo nero su bianco le mete da raggiungere nel futuro prossimo? Questa sì che è una priorità!).

C’è qualcosa che ti ha impedito di raggiungere gli obiettivi che ti sei posto? L’autovalutazione serve a isolare tutto ciò che ti mette i bastoni tra le ruote, per poterti concentrare su come sfruttare i punti di forza. Piccola rassicurazione: gli aspetti negativi sono presenti in tutte le aziende, ma se sai riconoscerli e arginarli li hai anche già vinti. Entriamo ora un po’ più nel dettaglio, per capire da dove si parte per svolgere correttamente un’autovalutazione.   

Cosa bisogna considerare?

Ci siamo, cominciamo a muovere i primi passi per mettere a punto l’autovalutazione della nostra azienda. Innanzitutto dobbiamo capire quali sono i fattori che ci interessa analizzare, sia nell’offline che nell’online.

Fattori offline

I fattori offline

Un’azienda è composta da un team di persone che lavorano insieme e passano il 70% della loro giornata in ufficio. Va da sé che le risorse umane possono diventare dei punti di forza a dir poco decisivi, se viene loro garantito un ambiente sereno.

È importante valutare il grado di soddisfazione dei tuoi dipendenti, perché è in grado di influire sulla percezione che si ha dall’esterno: un team soddisfatto ed energico contribuisce a trasmettere l’immagine di un’azienda sana.

Passando poi all’organizzazione interna, pensi che tutti i reparti siano opportunamente strutturati, o va riconsiderata la divisione dei ruoli?

Fattori online

I fattori online

Qual è lo stato della reputazione online del tuo brand? Questa risposta compete al tuo reparto marketing.

È importante capire se gli investimenti che hai fatto nel marketing online hanno portato i loro frutti, in modo da potenziare le attività svolte oppure cambiare rotta nel caso in cui non abbiano funzionato.

Una volta compresi i punti di forza e debolezza del marketing online, sarà quindi possibile mettere a punto una nuova strategia di comunicazione, in funzione degli obiettivi che ti poni.

 

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L’analisi SWOT: cos’è e come funziona

Fattori online e fattori offline nell’autovalutazione vengono tenuti insieme dalla cosiddetta analisi SWOT (nota anche come matrice SWOT), uno strumento di business che analizza e valuta:

  • Strengths: punti di forza;
  • Weaknesses: punti di debolezza;
  • Opportunities: opportunità;
  • Threats: minacce.

Il suo compito è quello di tenere sotto controllo l’andamento generale di un’azienda, per prepararsi ad accogliere nuove opportunità ed evoluzioni del mercato. Si può svolgere attraverso un questionario preparato da degli esperti, sulla base di ciò che segnalano le aziende stesse.

analisi swot
I punti di forza e debolezza vengono considerati come interni all’azienda, mentre le minacce e le opportunità derivano dall’esterno. Incrociando questi quattro elementi otteniamo quattro possibili strategie, illustrate nell'immagine qui sopra.

Le domande da porsi nell'analisi SWOT

Vediamo un esempio di questionario che riprende la matrice SWOT:

Punti di forza

  • Quali sono le attività svolte al meglio dalla tua azienda?
  • Che cosa ha il tuo brand che i tuoi competitor non hanno?
  • Quali sono gli aspetti che i clienti apprezzano di più della tua azienda?
  • Quali e quante sono le risorse indispensabili allo sviluppo aziendale?

Punti di debolezza

  • C’è qualcosa da perfezionare nei processi produttivi e nell’organizzazione interna?
  • Ci sono delle risorse di cui avresti bisogno? Ce ne sono alcune che non contribuiscono allo sviluppo aziendale?
  • Cosa fa andare storte le operazioni di vendita?
  • Quali vantaggi hanno i tuoi competitor che tu non hai?

Opportunità

  • Vedi opportunità di crescita e sviluppo all’orizzonte? Se sì, quali sono?
  • Ci sono delle tendenze di mercato (legali, tecnologiche, economiche, urbanistiche) che la tua azienda può cavalcare?
  • Quali punti di forza aziendali si adattano ad accogliere nuove opportunità?
  • Su quali nicchie di mercato potresti puntare per far crescere la tua azienda?

Minacce

  • Quali sono gli ostacoli esterni (e quindi derivanti da mercato e concorrenza) che ti trovi o ti troverai a dover superare?
  • Quali sono i competitor che potrebbero compromettere crescita e sviluppo?
  • Ci sono delle tendenze di mercato (legali, tecnologiche, economiche, urbanistiche) che minacciano la salute dell’azienda?
  • Si prospettano sfide nuove e complesse da fronteggiare?

Strategia di crescita

Una volta che si è data risposta a queste domande, si può procedere con la messa a punto della nuova strategia di crescita, attraverso una pianificazione adeguata.

È questo il momento in cui pensare a come trasformare i punti di forza in opportunità; a come ridimensionare, se non eliminare, le debolezze; a come tenere a bada le minacce incombenti ed essere pronti a cogliere le nuove opportunità che si presentano sul mercato.

Ricorda che l’analisi SWOT può essere combinata con l’analisi PEST, che studia “alcune variabili del contesto che riescono a tratteggiare lo scenario esistente nell'ambiente in cui opera un'azienda (analisi statica), al fine di individuare quali variabili possono essere rilevanti nel processo decisionale aziendale, nelle scelte strategiche e operative dell'azienda.

L’autovalutazione secondo DM&P

Ormai è un vero e proprio mantra, ma noi non ci stancheremo mai di ripeterlo: data first, i dati prima di tutto. E, specie nel caso dell’autovalutazione, conoscere i propri numeri è secondo DM&P un punto di partenza fondamentale per avere un’idea il più possibile chiara non solo della propria attuale condizione ma anche di una possibile strada da percorrere nel futuro.

Dopo averli misurati, infatti, questi parametri vanno messi a sistema e continuamente monitorati affinché sia possibile analizzare i risultati raggiunti nel tempo (l’ideale, a tale proposito, è servirsi di appositi software). Occorre quindi realizzare una strategia personalizzata che possa essere davvero utile a risolvere i bisogni propri di ogni azienda.

Siamo arrivati alla fine di questo excursus sul tema dell’autovalutazione: speriamo di essere stati esaustivi! 

Tuttavia, se hai qualche dubbio che vuoi appianare o se vuoi approfondire qualcuno dei punti che hai letto, non devi fare altro che contattarci:

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