Ecommerce advertising: un plus per il tuo negozio online

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Ecommerce advertising: un plus per il tuo negozio online

Fino a qualche anno fa, quando si apriva un eCommerce, le raccomandazioni per una buona ottimizzazione SEO erano le seguenti: utilizza keyword informative, transazionali e brand. Questo bastava per ottenere un soddisfacente posizionamento online. Già, bastava appunto.

Oggi la competizione del commercio online in qualsiasi settore sta vivendo una crescita esponenziale: questo significa che bisogna fare un passo oltre ed adottare strategie spesso più aggressive ed incisive per poter emergere all’interno della propria nicchia di mercato.

Ecommerce advertising: una panoramica

Tra le tante modalità per attrarre più utenti sul proprio shop online, spicca sicuramente l’eCommerce advertising. Ce lo confermano diversi studi tra cui una ricerca condotta da Clutch nel 2018. Tra i risultati è possibile notare che:

  • Il 45% delle PMI (meno di 50 dipendenti) investe in pubblicità Pay Per Click
  • Questo numero sale al 74% quando si parla di aziende con più di 50 dipendenti.

Anche in questo campo, dunque, la competizione sembra aumentare giorno dopo giorno. Per chi non può disporre di capitali crescenti da investire in ADV - come, ad esempio, le PMI - resta solo una soluzione: investire le proprie risorse nella definizione del pubblico per trovare la nicchia più proficua per il proprio prodotto o servizio.

 

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Step 0: definizione del pubblico

Il punto di partenza, l’anno zero di qualsiasi strategia di marketing - a maggior ragione quando si parla di attività dove si investono capitali come l’ecommerce advertising - è sicuramente la definizione dell’audience.

Le regole di base restano quelle da seguire nella creazione di buyer persona: è necessario affidarsi ad interviste ad ex clienti, sales, ricerche di mercato per delineare il profilo e le abitudini di consumo dei nostri potenziali prospect.

Quali sono le sfide che affrontano nella quotidianità? Qual è l’aiuto che il nostro bene o servizio può dare loro? Su quali canali e device passano la maggior parte del loro tempo?

Per andare a definire ulteriormente il pubblico di interesse per le nostre strategie di eCommerce advertising possiamo utilizzare le seguenti risorse:

  1. CRM - all’interno di questo strumento è possibile tenere traccia di dati quali il customer lifetime value, il churn rate (ovvero il tasso di “mortalità” dei nostri clienti), il tasso di occupazione per regione, la densità degli acquisti per ogni regione…
  2. Google Trends - uno strumento che ci permette di analizzare l’interesse nei confronti del nostro bene o servizio nel corso del tempo. Un’analisi di questo tipo può essere di supporto nell’organizzazione di un calendario editoriale che anticipi i tempi di picco.
  3. SERP monitoring - le pagine dei risultati sono uno specchio della mente dei nostri prospect. Cosa cercano? Come lo cercano? Qual è il linguaggio utilizzato? Questo ci aiuta a comprendere il mondo dei nostri potenziali clienti.

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Step 1: definizione degli obiettivi

Una volta comprese le abitudini di consumo del nostro pubblico, i suoi interessi e il modo di comunicare, dobbiamo pensare alla direzione da prendere. Il primo step in una qualsiasi strategia di eCommerce advertising è la definizione degli obiettivi di business.

Cosa desideri raggiungere con il tuo ADV? Vuoi intercettare una nuova fetta di pubblico? Vuoi recuperare i carrelli abbandonati oppure spingere nuovi prodotti? Ognuna di queste domande trova risposta in un obiettivo SMART: acronimo inglese che sta per specifico, misurabile, pertinente, raggiungibile e temporalmente limitato.

Non dire: voglio vendere di più il prodotto X; pensa piuttosto a: voglio vendere 1000 unità di prodotto X da qui a tre mesi. In questo modo sarà molto più semplice monitorare l’andamento delle tue campagne Ads.

Step 2: definizione dei canali

Il buyer journey 4.0 è sicuramente multicanale e, questo, ci richiede una strategia di eCommerce advertising omnicanale. Quindi è necessario sfruttare tutti i mezzi a disposizione per fare Adv? Assolutamente no. Per dirla con le parole che userebbe la tipica vicina di casa un po’ anzianotta: eh signora mia, più si è meglio è, ma il troppo stroppia!

La scelta deve comprendere più canali ma sempre prestando attenzione alla competizione e alla redditività: è meglio un’opzione con un pubblico più ristretto ma meno competizione rispetto a una con pubblico più vasto ma tantissimi competitor. Tra i tanti a disposizione, i più noti e utilizzati sono: Facebook, Instagram, LinkedIn, Google Ads (nelle principali varianti di rete di ricerca e display).

Step 3: definizione della creatività

Scelto pubblico, obiettivo e canali, non resta che definire la creatività. Questo termine-ombrello comprende diversi elementi tra i quali la tipologia di annuncio (immagine singola, video, carosello, in-stream…), il copy scritto e il design del contenuto.

Tra le tipologie, sicuramente oggi spiccano video, caroselli e immagini: l’homo videns comunica prima con le figure e solo in un secondo momento con le scritte. A proposito di immagini, ogni mezzo ha le sue misure: non esiste un formato che vada bene per tutte le piattaforme (la questione si complica ulteriormente per i banner di adv display).

Per quanto riguarda il copy, è tempo di mettere in gioco ciò che abbiamo appreso durante l’analisi del target: usiamo un linguaggio in linea con il tone of voice del nostro marchio senza mai perdere di vista l’interlocutore. Cerchiamo di essere chiari e andare dritti al punto: quando si parla di testi, la soglia di attenzione dell’utente medio è molto, molto bassa!

Step 4: A/B e analisi dei risultati

Una volta messa online, una campagna adv non può essere abbandonata a se stessa: un monitoraggio costante ci permette di capire cosa sta funzionando e cosa va migliorato. Ogni strategia non è scritta sulla pietra ma è fluida come un fiume che scorre, c’è solo una regola: testare.

Quale immagine permette di raggiungere più risultati a parità di costi? Inserisco o meno la parola gratis nell’annuncio? Tutti questi elementi possono essere messi al banco degli imputati e giudicati utilizzando l’A/B test, uno strumento che ci consente di scegliere sulla base dei dati la soluzione più efficace tra le due proposte. Ricorda sempre di testare solo un elemento per volta (una parola, un’immagine…)

Per riassumere, i passaggi da seguire nella creazione di una strategia di eCommerce advertising sono: individuazione del pubblico, definizione di obiettivi, canali e creatività, analisi e monitoraggio. Seguendo questa ricetta, che ci permette di conoscere profondamente il nostro target umano e aziendale, è possibile raggiungere risultati concreti per il proprio shop online e ritagliarsi la propria fetta di mercato anche all’interno dei settori più agguerriti.

 

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