I vantaggi della metodologia scrum per organizzare un’agenzia di Inbound Marketing

INBOUND MARKETING | SCRUM
I vantaggi della metodologia scrum per organizzare un’agenzia di Inbound Marketing

La velocità, si sa, è il pane quotidiano delle aziende: essa detta le leggi di pianificazione e realizzazione di qualunque lavoro, con il risultato che se da una parte aumentano la capacità di stare sul mercato e la produttività di un’impresa, dall’altra la stessa rischia di dimenticarsi per strada qualche elemento, causando così una perdita di tempo e di denaro.

È per questo che, specie negli ultimi anni, le aziende si sono dovute adattare a nuove condizioni: a loro, infatti, è stata richiesta una vera e propria modifica dei processi di gestione dei progetti per bilanciare in egual misura la flessibilità con la programmazione, un lavoro di qualità e i continui cambiamenti richiesti dai clienti.

 

Il metodo agile e lo scrum

Per sopperire a queste necessità è nata la metodologia scrum che, distaccandosi dal classico approccio lineare e granitico di progettazione, prevede la possibilità di realizzare un lavoro modificabile perché costruito per fasi (di solito della durata di 2-4 settimane). Una volta conclusa la prima, il lavoro svolto durante quel lasso di tempo viene condiviso col cliente in questione per effettuare eventuali modifiche: solo dopo che questo ha dato il suo ok si può procedere con il lavoro della fase successiva e così via fino alla fine.

Alla base di questo metodo c’è un approccio empirico che si fonda sull’esperienza maturata da un team nei confronti della gestione di un progetto: le attività e le previsioni sulla loro durata si basano su ciò che si è esperito nel corso del tempo e, solo alla fine di una fase, si tirano le somme per capire se l’impegno preventivato corrisponde davvero a quello impiegato.

 

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Scrum & Inbound Marketing

Lo sa bene un’agenzia di Inbound Marketing che, più di altre aziende, deve confrontarsi con i ritmi serrati dettati dall’utilizzo di strumenti, media e tecnologie 2.0 per ogni fase del proprio lavoro. Qui più che mai la metodologia scrum e i software che la supportano vanno a soccorso dell’azienda. Come? Pianificando, velocizzando e monitorando i processi, diminuendo la dispersione delle risorse, responsabilizzando i team e migliorando la relazione coi clienti.

Anche noi di Del Monte & Partner abbiamo deciso di adottare questa metodologia, abbracciando un vero e proprio cambio di prospettiva: a modificarsi, infatti, sono anche ruoli, strumenti e abitudini.

 

I ruoli

Lo scrum master è il principale responsabile dell’intera metodologia scrum. Bisogna pensarlo un po’ come un direttore di orchestra: grazie a lui, infatti, un’intera agenzia di Inbound Marketing può darsi dei tempi e dei ruoli che seguano le regole del metodo scrum. Per farlo, il master assegna dei task, monitora le varie fasi di avanzamento dei lavori, controlla che il tempo preventivato per svolgere un lavoro coincida con quello effettivamente utilizzato.

Dall’altra parte c’è un team di sviluppo, la squadra di lavoro che, sotto la direzione del master di cui sopra, gestisce la propria attività di Inbound Marketing utilizzando le tecniche dello scrum. Il team, per esempio, assegna a ogni task una durata stimata, si impegna a portarlo a termine nei tempi prestabiliti e si coordina sul lavoro pianificato.

 

Gli strumenti

Affinché il metodo funzioni, chiunque si occupi di Inbound Marketing deve dotarsi di una serie di documenti con cui organizzare il lavoro. Il primo è detto product backlog e contiene la lista con tutti i task necessari per la realizzazione dell’intero progetto, gli stessi che vengono fissati con il cliente.

Il lavoro, poi, passa al team di sviluppo: esso lo divide per fasi, ciascuna delle quali rientra in un altro documento, detto sprint backlog.

Ogni documento sprint, infine, riporta i task e i relativi tempi di lavoro stimati per un breve periodo di tempo: qui nulla di quanto viene pianificato può essere cambiato in corso d’opera.

Al termine di ogni sprint il team di sviluppo consegna una versione semi definitiva della fase di progetto, che può considerarsi chiusa solo dopo il nulla osta del cliente.

 

Gli appuntamenti

Il primo step è rappresentato dallo sprint planning durante il quale, sulla base di quanto si è deciso con il cliente, team di sviluppo e scrum master si danno dei tempi: solo alla fine lo scrum master può compilare lo sprint backlog.

Per daily scrum, invece, si intende un breve appuntamento quotidiano fra team di sviluppo e scrum master per fare il punto sulla stato di avanzamento dei lavori.

Quando quest’ultimo è stato chiuso si procede con lo sprint review, momento in cui il team di sviluppo si sincera che il tempo stimato è stato pari a quello realmente impiegato per chiudere tutti i task. Solo alla fine si arriva alla definizione dell’incremento, che è la somma di tutti i task del product backlog completati durante uno sprint e tutti gli sprint precedenti.

 

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