Marketing Automation: perché a volte non funziona

MARKETING AUTOMATION | CONVERTI
Marketing Automation: perché a volte non funziona

Se una volta ciò che i consumatori si aspettavano da un’azienda era un prodotto economico e, possibilmente, di discreta qualità, oggi le cose stanno diversamente. Non è un segreto infatti che il grande pubblico dichiari apertamente di preferire quei marchi che dimostrano interesse e attenzione verso il cliente prima, durante e dopo l’acquisto.
Oggi il consumatore vuole essere ascoltato, capito e accompagnato nel suo percorso all’interno dell’imbuto del marketing. Per questo è importante essere in condizione di instaurare un rapporto personale e di fiducia con il cliente, ponendosi al suo stesso livello e dimostrandosi aperti al dialogo. Certo, riuscire a stabilire una relazione umana con ogni singolo individuo non è semplice ed è anche il motivo per cui negli ultimi anni il marketing automation ha assunto un ruolo così importante.

Il problema è che quando si parla di marketing automation si tende a pensare immediatamente a spam, liste di contatti e annunci sparati alla cieca. In realtà, si tratta di una tecnica per la crescita del marketing incentrata proprio sulla persona: ha il grande potenziale di portare i consumatori ad amare un determinato brand; d’altro canto, sbagliare anche di poco l’approccio può invece finire con l’infastidirli.

Proviamo allora a partire proprio da qui: dai 3 errori più comuni che danneggiano le strategie di marketing automation.

 

1) Tempismo

Alle volte non è il messaggio in sé ad essere sbagliato, ma il momento in cui viene lanciato. Che un marketer vi inviti a comprare un determinato prodotto ci può stare, ma solo se vi trovate ad un certo livello all’interno dell’imbuto del marketing.

Agganciare in questo modo un cliente potenziale che si trova ancora in superficie (la fase iniziale, quando si comincia a guardare intorno, cercando di capire di cosa abbia effettivamente bisogno), non porterà certo a nulla perché questi si sentirà infastidito dall’invadenza del venditore.

Ad ogni fase del ciclo d’acquisto corrisponde dunque un approccio distinto: un messaggio che invita a comprare andrà bene per quei lead già acquisiti e formati; mentre per coloro che si stanno ancora avvicinando al mondo dell’azienda e al suo settore, la strategia giusta consiste in un messaggio di carattere informativo, il cui scopo è aumentare la brand awareness e far sì che il consumatore identifichi il marchio come voce autorevole e affidabile.

 

2) Giuste dosi

Nonostante 3 consumatori su 4 dichiarino di prediligere l’email come mezzo con cui ricevere comunicazioni commerciali, promozioni, ecc. solo l’1.7% dei messaggi inviati riceve dei clic. Come mai? La ragione è molto semplice: a causa della mole di email promozionali spedite ogni giorno, gli utenti perdono interesse.

Il problema di fondo è che molti marketer dedicano forse fin troppo tempo allo sviluppo della propria strategia di automation marketing, progettando delle newsletter dal design elaborato, ma prive di vero contenuto informativo. Il risultato è che la value proposition del messaggio si perde e non raggiunge il lettore, che dunque decide di passare alla email successiva.

La soluzione a questo ostacolo è piuttosto semplice: non rubare tempo all’utente costruendo delle email brevi, dirette, dal messaggio chiaro e, ovviamente, dai contenuti personalizzati a seconda dello stadio in cui si trova ogni singolo destinatario.

 

3) Mobile

Oggi la comunicazione è sempre più multi- e cross-canale: non è possibile trascurare il settore mobile. Secondo alcune stime, circa la metà delle email viene aperta su dispositivi mobili, ma solo un decimo è ottimizzato per la lettura da smartphone o tablet. Inutile dire che il restante 90% viene cestinato immediatamente. Alcuni consigli:

  • Scrivete messaggi semplici
  • Suddividete il testo in paragrafi brevi
  • Utilizzate elenchi puntati
  • Inserite dei link facili da cliccare
  • Evitate blocchi di testo e immagini confusi
  • Non obbligate gli utenti a scorrere lunghe pagine
  • Evitate elementi del layout che richiedono di essere ridimensionati
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