Tasso di rimbalzo: 7 consigli per ridurlo

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Tasso di rimbalzo: 7 consigli per ridurlo

Il numero di visite che il tuo sito riceve quotidianamente è molto importante per capirne lo stato di salute e la qualità del posizionamento in rete, ma da solo non è certo sufficiente. Oltre al numero in sè, conta senz’altro la durata della visita al sito e le azioni compiute al suo interno; puoi avere anche 10 mila utenti al giorno, ma se ognuno di questi non vi dedica più di 5 secondi, allora tutto il lavoro fatto per guadagnare visibilità rispetto alla concorrenza è del tutto inutile.

Una situazione simile può essere paragonata a quel tabaccaio posizionato lungo la strada più trafficata, dove moltissime persone si fermano a comprare le sigarette ma non sprecano nemmeno due minuti per un caffè: evidentemente all’interno di quel bar deve esserci qualcosa - i prodotti offerti, la loro disposizione, i prezzi, la cordialità del titolare, o l’architettura stessa del bar - che non convince i passanti.
Allo stesso modo, è fondamentale individuare la ragione per cui molti utenti capitati sul tuo sito decidono di abbandonarlo immediatamente. Così come nell’esempio del bar, le cause possono essere diverse: il visitatore non trova ciò che cerca, la struttura del sito non è di facile navigazione, le pagine caricano lentamente, ecc. Allora, è bene tenere presente un parametro molto importante ed utile per verificare l’efficacia di un sito web: il tasso di rimbalzo. Vediamo allora qualche consiglio per mantenere questo tasso il più basso possibile.

Premessa

Prima di cominciare è necessario fare una distinzione tra tasso di rimbalzo contro tasso d’uscita. Sono due cose ben diverse: il secondo consiste nella percentuale di visite che terminano con la pagina analizzata (concludono un percorso), mentre il tasso di rimbalzo è la percentuale di visite che iniziano e terminano con la pagina analizzata (non c’è nessun percorso da parte dell’utente).

Tieniti aggiornato

Gli utenti sono alla ricerca di contenuti sempre attuali e non datati; è difficile che a qualcuno interessi qualche statistica relativa al 2007. Quindi, oltre a produrre contenuti sempre nuovi, cerca di aggiornare quelli vecchi in modo che possano comunque tornare utili e non si trasformino in vicoli cechi per i visitatori. Verifica quali sono le tue pagine più viste e modificane il contenuto in modo che sembrino state scritte ieri (o, meglio ancora, oggi).

Velocità

Oggi la rapidità è tutto. Secondo alcune ricerche, un visitatore dedica mediamente ad ogni pagina non più di otto secondi, quindi è importante che il tuo sito web non impieghi più di tre secondi a completare il caricamento. Un modo per migliorarne le performance consiste nel disattivare tutti quei plugin superflui ed eveitare l’uso di Flash, entrambi cause di rallentamenti.

Mobilità

Ormai navigare in rete non è più un’attività sedentaria: con la diffusione incontrollata di smartphone e tablet, la navigazione è sempre più in movimento. Dunque, il tuo sito web deve essere in grado di rispondere alle esigenze di queste sempre più ampia fascia di utenti, i quali si aspettano un sito veloce, semplice e coerente con le impostazioni mobile. Prova a capire se le pagine visitate da utenti “fissi” sono diverse da quelle visitate da utenti “mobili”; in tal caso, durante la progettazione del sito mobile, dovrai ripensarne la struttura stessa.

Compatibilità

Se vivessimo sotto una dittatura autarchica probabilmente utilizzeremmo tutti lo stesso browser (o molto più probabilmente non avremmo internet). Invece, fortunatamente, le regole del libero mercato ci offrono svariate opzioni: gli utenti possono accedere al tuo sito mediante Chrome, Safari, Firefox ed Explorer, ognuno dotato di diverse versioni. Quindi è bene assicurarsi che il proprio sito risponda bene a tutti, sia da desktop che da mobile.

Parole Chiave

Le parole chiave costituiscono una grossa fetta del lavoro relativo all’ottimizzazione dei motori di ricerca (SEO). Questo perché le keywords rappresentano - devono rappresentare - il contenuto di ogni pagina indicizzata; indicano ai motori di ricerca quali risultati far corrispondere alla ricerca effettuata da un utente. Petanto, è essenziale che le parole chiave utilizzate siano effettivamente coerenti con il contenuto della pagina rappresentato; altrimenti, si attirerà un utente su di una pagina a cui non è per nulla interessato, e questo farà inevitabilmente aumentare il tasso di rimbalzo.

Confronto

Non è detto che il tasso di rimbalzo debba essere lo stesso per tutte le pagine del tuo sito; per alcune sarà più alto, per altre più basso. Allora prova a confrontare, per esempio, una landing page con un tasso alto rispetto a una con un tasso basso e cerca di identificare le differenze sostanziali. Oppure verifica che la call-to-action collegata ad una landing page ad alto tasso di rimbalzo sia coerente e non prometta qualcosa che, poi, si rivela completamente distinto.

A ciascuno il suo

Non esiste un tasso di rimbalzo indicativo, una soglia sotto cui ogni azienda possa sentirsi tranquilla. Questo perché il tasso di rimbalzo varia a seconda del tipo di azienda e a secondo del settore in cui opera: ciò che può essere un ottimo risultato per qualcuno, può essere un disastro per qualcun’altro. Nell'immagine sottostante vengono rappresentati i valori medi per diversi tipi di sito web.

Tasso di rimbalzo

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