CTA e Form alla fine di un post: cosa converte meglio?

CALL TO ACTION | CONVERTI
CTA e Form alla fine di un post: cosa converte meglio?

Nel processo di generazione dei lead, due degli alleati fondamentali di un’azienda sono CTA e form. Le prime sono delle vere e proprie chiamate all’azione che, nella maggior parte dei casi, rinviano l’utente a una landing page.

I secondi si trovano proprio nella landing page e permettono al lettore di ricevere un “premio” per il fatto di avere riempito un modulo con i propri contatti.

Nell’Inbound Marketing entrambi questi strumenti hanno una collocazione ben precisa tra i vari step di tale metodologia. Ma cosa succederebbe se il loro ordine venisse cambiato? Se lo sono chiesti i ragazzi del team di HubSpot che, proprio sul loro blog, hanno riportato la storia e i dati occorsi a seguito di un esperimento.

 

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Cos’ha fatto HubSpot

Quest’ultimo è consistito nella scelta di introdurre, alla fine di due post diversi ma pubblicati alla stessa ora, i due strumenti di cui abbiamo appena parlato: nel primo caso una call-to-action e nel secondo caso un form.

Una scelta inusuale che, nelle intenzioni del team, doveva avere un duplice scopo: il primo, permettere agli utenti di saltare un passaggio (quello del re-directing alla landing page) e giungere subito al form. Il secondo, quello di raggiungere gli stessi risultati di IMPACT Branding & Design: l’agenzia di Inbound aveva infatti riportato di avere incrementato del 71% il numero dei suoi lead per il semplice fatto di avere posizionato un form al posto di una CTA alla fine di un suo post.


Quali risultati ha raggiunto HubSpot

Ebbene, immaginate la sorpresa del team di HubSpot quando si è reso conto che il suo esperimento era andato proprio nella direzione opposta. I suoi risultati, infatti, parlano di un incremento del tasso di sottoscrizione al form del 2,8% tramite CTA e “solo” del 2,4% tramite form. Numeri ben diversi rispetto a quelli snocciolati da IMPACT Branding & Design!

Come mai, si sono chiesti da HubSpot? Beh, forse una spiegazione univoca c’è ed è quella di attenersi alle best practice nella realizzazione di CTA e form. Affinché ciascuno di questi strumenti converta al meglio, infatti, è bene attenersi alle ben precise leggi che ne regolano il buon funzionamento.


Qualche regola d’oro

La prima è quella di non realizzare form troppo lunghi. Certo, più campi da riempire ci sono e maggiore sarà il numero delle informazioni sui clienti ottenute da un’azienda. Ma siete davvero sicuri che i vostri lettori, dopo aver letto un testo più o meno lungo, abbiano ancora la forza di leggere e rispondere a una serie di domande approfondite su di sé? La risposta è, ovviamente, no. Ecco perché un buon form deve essere snello e contenere domande mirate che siano funzionali a chi poi gestirà tali informazioni.

La seconda è quella di prestare maggiore attenzione possibile alle landing page. Spesso sottovalutate («tanto nessuno legge i suoi testi», si pensa il più delle volte), queste vere e proprie pagine di atterraggio forniscono in realtà all’utente un’ulteriore garanzia di qualità rispetto al materiale che verrà poi scaricato.

Pertanto, è bene curarne tanto la forma grafica quanto i contenuti: i titoli, i sottotitoli, il testo in cui vengono elencati i benefici del materiale di cui è possibile effettuare il download. Tutto questo deve essere spiegato in modo approfondito e senza tecnicismi, per dare l’idea al cliente che il prodotto a cui avrà accesso può davvero fornire una risposta soddisfacente alle proprie necessità.

E poi, diciamocelo, nessuna azienda è uguale all’altra. I trend che caratterizzano la strategia, per esempio, di un produttore di capi d’abbigliamento non sono le stesse di un’azienda che distribuisce servizi di assistenza per prodotti tecnologici. È dunque bene che ciascuno provi “sulla propria pelle” che cosa significhi intraprendere una strada piuttosto che un’altra.

È questa la regola d’oro dell’Inbound Marketing: per quanto esistano infatti delle linee guida che è importante tenere in considerazione in fase di formulazione di una strategia, esse non saranno mai universali e, quindi, valide a tutti i livelli. Testare, testare, testare: queste sono le parole d’ordine.    

 

 

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