Come creare una pillar page in 4 mosse

TOPIC CLUSTER
Come creare una pillar page in 4 mosse

Dalla nascita di Google, gli addetti ai lavori hanno cercato modi (non sempre puliti e legali) per finire tra i primi risultati della SERP del colosso di Mountain View. Tra le varie best practice in materia di SEO, negli anni ha riscosso tantissimo successo la keyword optimization: ovvero l’inserimento delle parole chiave con cui ci si vuole posizionare all’interno degli articoli.

 

La SEO mediante keyword - dopo aver dominato per anni la scena informatica - ora rimane una pratica utile seppur non più sufficiente e, in parte, anche obsoleta. Questo è avvenuto perché tutti hanno iniziato ad utilizzare la keyword strategy: è come fare una gara con due macchine che vanno alla stessa velocità su un rettilineo; come può una superare l’altra?

 

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L’avvento dei topic cluster

Per questa ragione, i marketer si sono spostati su un altro degli strumenti della SEO: il link building. In particolare, si è andati in direzione del topic cluster: ovvero la creazione di network di contenuti incentrati su un particolare argomento e collegati tra loro attraverso l’utilizzo di backlink.

 

Al centro di questa rete troviamo la pillar page: un contenuto di approfondimento - che può raggiungere anche le 2000 parole - che descrive in maniera generale il core topic del cluster. Si arriverà a creare, in questo modo, una struttura a ragnatela in cui tutti gli articoli sono collegati alla pillar e viceversa (come si vede chiaramente nell’immagine).

Topic Cluster

 

Google promuove siti e blog organizzati con questo pattern: i contenuti, infatti, risultano affini e coerenti tra loro per il motore di ricerca dando, così, maggior autorità al brand. Questo consente di migliorare il posizionamento sulle keyword principali del cluster: come puoi vedere, anche indirettamente, con questa tecnica puoi fare keyword optimization!

 

Oggi vedremo come realizzare correttamente il cuore di questa struttura: la pillar page. Non è difficile realizzarne una; esistono - come spesso accade nel mondo del digital marketing - una serie di best practice che arrivano in nostro aiuto.

1. Crea una scaletta

Come abbiamo già visto, le pillar page sono testi molto lunghi che hanno come obiettivo quello di affrontare in modo esauriente un argomento. Perdersi in chiacchiere quando si ha molto da dire è più facile di quanto si possa pensare, ecco perché creare una scaletta dei temi da trattare può essere un’utile bussola per il nostro viaggio alla scoperta del topic.

 

Oltre alla funzione di organizzazione del piano di lavoro, la scaletta - una volta ultimata la pillar - ne diventerà l’indice. Quest’ultimo, grazie alla presenza di anchor text collegati ai titoli dei vari paragrafi - faciliterà la navigazione dell’utente che, quindi, non sarà obbligato a leggere tutto il contenuto ma solo le parti davvero rilevanti per lui.

2. Inizia la stesura

È giunto il momento di cominciare con la scrittura del testo, la parte maggiormente time consuming nel processo di realizzazione di una pillar page.

 

Essendo, almeno nella maggior parte dei casi, molto lunga, una pagina di questo tipo non può essere un semplice blocco di testo: durante la stesura, dunque, pensa a dove e come inserire video, immagini, grafici… insomma, cerca di rendere più variata la lettura e più accattivante la veste grafica.

 

Per sua natura, la pillar deve presentare al suo interno i link degli articoli del cluster i quali andranno ad integrare i contenuti presenti. I vari temi, infatti, devono essere trattati in modo completo ed esauriente: non possiamo pensare di lasciare dei punti in sospeso perché “tanto linko l’articolo dove lo spiega”. Tuttavia, non possiamo pensare di essere eccessivamente prolissi: chi mai si leggerebbe su internet un trattato di 200 pagine?!

3. Scegli un template

Una volta scritta la pillar è tempo di metterla online! Se sei così fortunato da avere in azienda qualcuno che abbia conoscenze approfondite di HTML e CSS puoi farti costruire un template su misura, altrimenti puoi ricorrere a dei modelli preimpostati e personalizzabili per caricare la tua pagina sul sito.

 

Nel caso di HubSpot, ad esempio, puoi trovare un’ampia scelta di template gratuiti e a pagamento sul marketplace. Sempre sullo stesso software, grazie all’interfaccia WYSIWYG (what you see is what you get) puoi creare il tuo template personalizzato attraverso l’utilizzo del design manager: in questo caso, non è necessario avere competenze informatiche approfondite.

 

Se operi su piattaforme come WordPress o altri CMS, invece, hai diverse opzioni: esistono modelli preimpostati, oppure puoi utilizzare la costruzione mediante moduli attraverso i builder.

4. Mantienila aggiornata!

Una volta pubblicata la pillar non avere fretta: ci vorrà qualche mese prima che inizi a portare i suoi frutti. Tuttavia, non te ne devi dimenticare! Una pillar page va continuamente aggiornata, se ci sono dei link a ricerche - ad esempio - questi vanno sostituiti con studi più recenti: questo per rendere il contenuto sempre attuale e farci premiare da Google.

 

In più, se arricchisci il cluster con nuovi articoli, ricordati sempre di linkarli all’interno, in modo da creare la rete di backlink e costruire un network autorevole e degno di nota.

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